Barak Obama. Il presidente dell’imperialismo USA in crisi
L’elezione di Obama rappresenta la risposta della classe dominante USA alla
crisi economica (crack finanziario- recessione, ma anche lunga e prolungata
crisi del paese scaricata sui proletari e le masse povere all’interno e
all’esterno) , alla crisi politico-militare - i colpi inflitti dalla
resistenza antimperialista dei popoli Irak, Afganistan, ecc- , al cui
interno esiste l’elemento di qualità delle guerre popolari - alla crisi di
egemonia geostrategica verso gli imperialismi vecchi e nuovi europa urss
cina, alla crisi morale e culturale all’interno del paese: la crisi del
sogno americano, l’impoverimento delle classi medie, distacco e ostilità
profonda delle classi popolari
Ma essa non ha futuro, e sicuramente non ne avrà se i prometari e i popoli
popoli del mondo non
si fanno ingannare o coinvolgere in essa e cogliendo l’elemento di debolezza
e non di forza che questa elezione esprime, intensifichino la loro lotta di
liberazione antimperialista per un mondo senza imperialismo e guerra
L’elezione di Obama non è un fattore di pace, perchè gli imperialismi vecchi
e nuovi russia europa giappone ina in collusione -contesa cercheranno di
cogliere l’occasione per far
avanzare i propri interessi nell’assetto multipolare del sistema
imperialista globale
All’interno degli USA la profondità della crisi richiede soluzioni radicali
e Obama come tutti i politici del suo stampo non è in grado di soddisfare
le masse ma è sufficientemente in grado e percepito come nemico
da una parte consistente dell’establishment USA e dai settori
reazionari della media piccola borghesia, aristocrazia operaia
per cui non
la pace sociale ma la lotta sociale e politica, lo attende
una lotta di classe crogiuolo e arena della costruzione del partito
rivoluzionario proletario, multinazionale e internazionalista negli USA
proletari comunisti-PCm- Italy
Novembre2008
